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Cenere

I sacrifici del sonno perso, Debellarono il senno vinto. Come cancro su me stesso, Esaltarono il disappunto. Voraci vermi del passato,  Divorarono il mio presente. Come parassiti della mia anima,  Crearono un Dio assente. Costernato dal dolore, Sì sfogarono collera e rancore. Come un impeto di fuoco, Divenni cenere senza calore.

Sinfonie Di Voci

Sinfonie di voci dei defunti, Riecheggiano dal passato. Come canti angelici,  Contemplano l'oltrepassato. Bagliori delle loro luci,  Illuminano il salvato. Come lampioni accesi,  Mostrano la strada del Creato. Accasciato in un prato,  La sua anima emerge senza fiato. Il suo corpo ormai abbandonato,  Sì distende nell'inferno sotterrato. Con passi leggeri e silenziosi, Percorre il ripido scalinato. Giunto alla fine del proprio trapasso, Il valore della vita è sconfinato.

Sentenza Di Morte

La maggior parte del tempo lo impiegavo a guardare il panorama davanti alla finestra della mia camera. Rifiutavo sempre l'invito dei miei amici ad uscire con loro, se lo avessi fatto mi sarei perso quello che la natura aveva da offrirmi. Era bellissimo guardare gli alberi mossi dal vento, sembravano prendere vita con quei rami che pareva mi salutassero da lontano. Col sole negli occhi ormai semichiusi mi gustavo la vera essenza dei fiori primaverili; con l'animo in pace dai rumori ascoltavo la natura in tutta la specie di esseri viventi che possedeva. Il Dottore mi disse che era la miglior cosa che potessi fare riguardo alla mia malattia; mi restarono solo 5 mesi di vita, una sentenza che ribaltò tutti i sogni che avevo nel cassetto. Quando arrivò l'ultimo giorno non mi soffermai davanti alla finestra, presi la mia carta d'identità e andai a sedermi sotto quei lontani alberi ad aspettare il momento. Con il vento trai capelli e la vera bellezza di vita non mi accor

Irruzione Violenta

Stavo seduta sulla poltrona, quando ad un tratto degli uomini scardinarono la porta della mia abitazione. Dal loro aspetto capii subito che si trattava di agenti delle forze dell'ordine, ma non sapevo quale fosse il motivo per irrompere cosi violentemente nella mia vita. La mia stanza buia era illuminata dalle loro luci che si dirigevano in cucina, pensai che potesse aver colpa quella caffettiera che avevo dimenticato sui fornelli, ed invece no. Indossavano maschere antigas e stavano in ginocchio dietro la poltrona dove sedevo, alcuni di loro uscivano ed altri entravano carichi di bombole d'ossigeno. Capovolsi la testa nella loro direzione, vidi una carcassa in pieno stato di putrefazione, urlai "non ne so niente, vivo sola e non ho legami con nessuno", ma loro mi ignoravano, forse erano troppo intenti nel fare il loro lavoro. Le loro voci sovrastavano i miei pensieri e dicevano "la sua morte è sopraggiunta più o meno venti giorni fa", ma come facevo a non a

I Potenti

Deteriorato dal male e nascosto negli anfratti delle tenebre, la mia mente si accese come una torcia in cerca di salvezza. Una forte allucinazione mi trascinò nel limbo della mia anima, abbandonandomi nella pazzia. Nelle mie orecchie, i battiti del mio cuore implodevano nei miei nervi che, come un predatore in cerca della sua preda, dilatavano le mie pupille. Ero diventanto potente in maniera sbagliata, avevo perso il controllo di una mente che stava crescendo con gli ideali di una creatività singolare. Per colpa di una società potente e massiva con l'unico scopo di imposizione, si è creata in me l'altra faccia del potere; come un'antagonista contro al supereroe del perbenismo. L'antagonista nel mio caso non aveva niente di umano, era il frutto di un patto. Ricordo ancora il momento in cui la mia mente cercava in tutti i modi possibili di rendere viva la propria creatività.  "È un fallimento vivere in una società dove ciò che non piace all'intera massa, venga d

La Prospettiva Dei Falliti

Non c'è niente di più misero e meschino di odiare se stessi, come se ad ogni passo falso e ad ogni rovinosa caduta si rimanesse li per terra a guardare il mondo dalla prospettiva dei falliti. Nonostante tutta la crudeltà che una mente riesca ad elaborare, il messaggio della vita non è rinchiuso dentro ad una bottiglia di vetro dispersa nel mare. Ci ostiniamo ad essere vittime di noi stessi e di conseguenza ad essere devoti ad un sacro Mito per salvare la nostra dignità. Mai avrei pensato a tutto questo se non fossi caduto così rovinosamente nel dirupo della mia coscienza. Mai avrei voluto odiarmi così tanto da creare in me un solco nel petto. Tuttavia, tornerei in piedi sapendo già di cadere nuovamente nella voragine della mia dannata anima. Anche se tornassi a camminare sui sentieri di questo mondo, finirei nuovamente nella morsa dell'ingiustizia, dove ho già ricavato abbastanza miseria da anime parassita che si nutrono della felicità altrui. La mia anima è dannata per il sem

Il Velo Di Vita Eterna

Quella sera di un freddo tredici marzo, un velo piombò dall'alto tra le grida strazianti che rimbombavano nella sua camera. Nel suo letto, immobile ed incosciente, sospirò il suo ultimo respiro. Mi venne difficile reagire a tale strazio e ne restai incredulo per diverso tempo. Tutti i ricordi mi passarono davanti, come un treno in corsa in balia di sofferenza e rabbia. La mia testa fece capolino tra le altre che contemplavano la sua morte, vidi tra esse che su quel letto non c'era più nessuno. Mi guardai attorno per cercare attenzione di altri occhi e  nessuno parve essere meravigliato. Scrollai la testa ripetutamente in qualsiasi direzione e d'un tratto in un angolo della stanza, vicino al letto, vidi la sua sagoma che mi fissava con pupille dilatate. In un attimo distolsi lo sguardo ed il cuore mi piombò in gola in men che si dica. Mi feci coraggio e guardai di nuovo verso quella direzione, era ancora lì con quello sguardo che gettava inquietudine penetrando l'anima.

La Perfetta Imperfezione

È nata in me, oggi, la parte peggiore. Quella che ribalta il pensiero di essere perfetto in tutti i miei difetti, evidenziandone con brutalità l'imperfezione. È arrivato il giorno, dove, sono stato costretto a mostrare di me una parte che non mi appartiene. Quella parte che trascina con sé il piano di vendetta e per quanto buoni si possa essere, non si può ostacolare pensieri vendicativi. Magari per cercare di star bene e risolvere una situazione difficile, si finisce per rovinare tutto. Nel momento stesso che tutto questo sfocia in una crisi depressiva, ci si lascia abbindolare dalle emozioni che fanno testa coda; come una macchina da corsa a 300 km/h in curva. È andata esattamente così. Nella mia dritta direzione dove sfrecciavo in balia dell'amore, una curva ha creato un improvviso sbandamento delle mie emozioni. Ho sempre cercato di raddrizzare la mia direzione per continuare a sfrecciare, ma niente, più lo facevo e più si curvava, fino al tal punto che incominciai a

Groviglio Di Emozioni

E così, silenziosamente, arrivò la morte. Di soppiatto, creò un dissestamento emotivo e mi portò al suicidio.  L'amore fu la causa della mia fine. "L'amore è un grosso parassita che risucchia l'anima." Sì dice che il destino lo si costruisce con ciò che facciamo, ma chi lo dice non sa di cosa sta parlando. Il destino è ciò che capita, non lo si cerca e non lo si crea come uno scopo per il futuro. Il destino non ha impegni, arriva di colpo e ribalta la tua vita.  Così, il destino mi portò l'amore. Un amore che è capitato all'improvviso. Non avevo idea di cosa potesse essere, soltanto col tempo capii che era una trappola per topi. La trappola era la distanza, un orribile labirinto senza uscita.  Di giorno in giorno più la amavo e più mi odiavo, come se stringessi forte con le mani un coltello non dalla parte del manico.  È dannatamente frustrante trovare l'amore e non poterlo vivere.  Ero ossessionato dal fatto che volevo amarl

La Cornice Della Solitudine

Quei rami, di un albero spoglio, accarezzati da una violenta tramontana invernale, parvero mani raggrinzite dal freddo che mi salutavano. Quel fruscìo di vento percosse il silenzio camuffandosi in un ululato, per un istante la mia allucinazione vide un lupo. La suggestione era talmente grande da dominare la mia solitudine. Ero nella totale inquietudine di un tempo che incorniciava il mio stato d'animo. D'un tratto le campane della piccola chiesa del mio paese suonarono la malinconia della morte. Tra gli affanni del tremendo terrore mi accorsi che l'aria che usciva dalla mia bocca non condensava. Attorno a me si era tutto congelato, sembrava che il tempo si fosse fermato, così, guardai l'orologio e in uno shock persi coscienza. Ricordai il suono delle campane e la mia solitudine, riconobbi soltanto alla fine che il mio stato d'animo non mi lasciò più tregua.

La Valle Incantata Dei Ricordi

Nella valle incantata dei ricordi della mia mente, un ricordo si differenziava da tutti gli altri. Erano tutti situati come alberi spogli, vittime di un inverno infernale. Soltanto uno sbocciava i frutti primaverili pieni di nuova vita. In fondo, sappiamo che dai frutti nascono nuovi alberi ed in tal caso altri ricordi di questo genere. Era un ricordo bellissimo, l'unico che migliorava il mio stato d'animo; l'unico che mi salvava dalla tristezza depressiva di tutti gli altri ricordi. Era il ricordo che avevo dell'unica persona che io abbia mai amato. Un sole splendente illuminava quei frutti di nuova vita, in mezzo alla tempesta di tutti gli altri ricordi. Era come se la sua energia positiva risaltasse su ogni altra energia negativa. Mi sentivo al settimo cielo, come se al posto di nuotare in un oceano infinito, nuotassi nel cielo vasto e sereno. La mia vita aveva raggiunto la sua vera direzione.  Ma un giorno, tra il risalto dei miei sorrisi, la colonna portante di

Ergastolo Infernale

E così, quel sole che un tempo splendeva nel cielo infinito del mio mondo, si spense, lasciando spazio ad un vortice che col passare del tempo risucchiò tutta la vita. Quelle nuvole di color piombo che caratterizzavano quel vortice di rancore, tempestavano le mie ormai lente giornate infernali, dove, alcune possenti e malvagie creature mitologiche, cominciarono a conquistare ogni parte del mio mondo; lasciando fiamme e distruzione lungo il loro cammino. In fine, si impossessarono anche della mia mente, per prendere del tutto il controllo del mio corpo, facendo cosi di me, uno schiavo al loro cospetto. Tutto quello che io stesso avevo creato, adesso, giace tra gli anfratti di un inferno eclissato nella mia mente e governato da quelle creature che hanno nutrito la mia anima. "Del mio mondo, ne ho fatto una prigione e adesso la mia vita, è condannata ad un ergastolo infernale."

La Condanna Del Desiderio

“Non serve a niente viziare l’anima con il bisogno di un desiderio, Si finisce per entrare in un vortice di peccati senza via d’uscita.” Con l’anima annegata dal Rum, mi alzai dalla poltrona ed andai verso la credenza. Faceva freddo quella notte, era pieno inverno e malgrado il camino, di quella vecchia baita, ardeva legna da tutto il giorno, l'umidità era pesantemente oppressiva. Davanti alle ante a vetro di quella vecchia credenza, il desiderio voleva ancora alimentare la mia sbronza e barcollando notai che al suo interno restava niente di meno che una coppia di calici d'argento. Non cercavo una scusa bella e buona contro il freddo, ma bensì stavo esattamente cercando il presupposto per distrarmi da ciò che poi divenne il massimo declino della mia sanità mentale. Il fuoco creava un'atmosfera inquieta, con giochi di ombre dei soprammobili e degli animali imbalsamati che nascevano e morivano sulle mura; sembrava una sorta di inferno alimentato dal Rum. Ero in una tot

L'Infinito Scalinato

Contavo sempre i gradini della scala di casa mia, separavano la cucina dalla camera da letto ed erano cinquanta, cinquanta gradini; più o meno due minuti di tempo che sprecavo per andare a dormire e recarmi al piano terra, erano troppi. Mi impegnavo ogni giorno ad impiegare meno tempo. Ne saltavo da due a tre di seguito, sia a salire che a scendere, con il cronometro in mano e ogni volta ci mettevo sempre di meno. Dopo aver superato i quattro gradini, mi domandai fino a che punto sarei potuto arrivare, così, con un salto, dal piano terra arrivai al primo piano ed incredulo di esserci riuscito continuai a saltare. Saltavo senza fermarmi, quando mi accorsi che i gradini erano diversi da quelli di casa mia. Quindi, tornai indietro verso il primo piano, guardai in direzione della scala, verso il basso. Vidi il mio corpo accasciato all'altezza del venticinquesimo scalino e ad un tratto una luce accecante illuminò dall'alto una scala infinita che proseguiva subito dopo la scala di

Il Fuoco Dell'Inferno

Brucia questa ferita, Ancora aperta e mal curata. Brucia questa vita, Come fiamma ardente. Ogni lacrima versata, Ha inutilmente contrastato il fuoco dell'inferno. Fino all'ultimo respiro, Ho lottato. Poi un sospiro profondo, Libera la mia anima da ogni male. Ma non dalla morte.

I Vertici Del Peccato

Giace sotto i vertici del passato, Sopra quanto è stato vissuto. Ogni attimo è dimenticato, Oramai che sono morto. I vermi che ho nutrito, Adesso mi hanno divorato. Ho tralasciato la mia vita, Colma di peccato. Sotto questo legno nero, Marcio e putrefatto. Mi dissolvo lentamente nel terreno, E rinasco.

Melodie Malinconiche

Tra melodie malinconiche la mia mente perse il senno, diventai matto e di conseguenza le mie opere mi rispecchiarono. Nel mio repertorio una traccia si differenziava dalle altre, la sua melodia era contorta e inquietante, tanto da trascinarmi in allucinazioni malvagie e cruente. Un giorno mentre ero impegnato a ripassare la mia opera con il violino, un dolore fortissimo colpì la mia mente, come se quella traccia che io stesso avevo composto mi si rivoltasse contro con delle note violente ed oppressive. Sentii una forte pressione nella mia testa, come se qualcuno all'infuori di me volesse uscire dal mio corpo. Era insopportabile resistere a tale ossessione, tanto che tra i gemiti della mia anima e i lamenti del mio violino presi l'arco e con molta calma seguita da grida strazianti mi serrai il collo.

Le Fiamme Dell'Odio

Riuscì a superare quelle spente giornate con fatica, la sua depressione lo stava logorando lentamente. La vita era arrivata ad un limite, era in bilico su un filo sottilissimo sopra all'inferno. Ogni volta che usciva di casa non riusciva a cogliere niente di positivo in tutto quello che lo circondava, sembrava che ai suoi occhi tutto si sciogliesse come la cera di una candela accesa. Era nella totale fase di esaurimento, aveva allucinazioni visive distorte e si sentiva costantemente osservato da passanti con facce demoniache e spettrali. L'intenso inverno di quell'anno non rabbrividì neanche la sua nudità avvolta dalle fiamme infernali, non sapeva quale fosse la realtà, sapeva solo che non poteva più vivere in quelle condizioni. Si rinchiuse in casa senza mai più uscire. Dalla finestra vedeva scene strazianti di corpi mutilati in fiamme correre verso la sua abitazione, nel panico prese un coltello e si suicidó, compiendo così il suo atto di maledizione negl'inferi. And

Ossessione

Nei suoi profondi occhi, il sole di un cielo limpido splendeva sul mare infinito. Erano l'unica fonte di salvezza negli anfratti della mia vita; un mondo libero dove perdersi non era mai stato così bello. Non per niente si dice che gli occhi sono lo "specchio dell'anima", infatti, tra milioni di occhi la mia anima si perse nella sua. Era un amore puro; uno di quelli che ti trascina, ipnotizzandoti, in un universo sconosciuto. Il mio cuore batteva grazie a lei, era colei che ogni giorno mi donava la vita. Ma, nonostante tutto il bene che il cuore pompava, la mia mente elaborava pensieri maniacali che mano a mano presero il possesso delle mie decisioni. Era come se avessi il cuore di un angelo e la mente di un demone.  "In fondo, sappiamo che il male è molto più forte del bene e con tutto ciò ci ostiniamo a pregare per un Dio perdente." Il mio Dio è stato cancellato brutalmente. Il male adesso era aggrovigliato al mio cervello, come le radici di un al

Il Macabro Successo

Tutte quelle ore trascorse in balia del tempo, divennero il frutto di una lenta morte. In verità, nonostante la mia giovane età, mi sentivo vecchio. La forza di proseguire a testa alta nel mio futuro, era paragonabile alla depressione del presente. Non ero mai capace di mostrare il mio sorriso e spesso molta gente trovava in me l'unico scopo di sfogo della propria superiorità. Se sorridere per molti voleva dire vivere, per me invece voleva dire morire. Non provavo rispetto per il sorriso, lo ritenevo un falso e semplice scudo di cartapesta che rendeva il mio presente come un carnevale.  Ho sempre odiato le maschere felici e anche se spesso i miei più cari mi mostravano del bene, lo ritenevo come un semplice modo di mostrare false capacità. Credevo che lo scopo dell'amore fosse quello di rubare ogni parte di me e fuggivo da ogni benevole intenzione di qualsiasi rapporto sentimentale. "La felicità non è che la parte più falsa e semplice dove si camuffano i sorrisi. La triste

Ombre

Era di mia abitudine seguire le ombre, che fossero di animali o persone, poco importava.  Se dovevo descrivere la mia libertà, la definizione la trovavo in un’ombra. Restavo imbambolato per diverso tempo a guardare anche le ombre degli alberi e delle piante che il vento percuoteva. Le amavo così tanto da farci anche l’amore. Avevo comprato un manichino, lo collocai di fronte alla finestra di camera mia in modo che la luce dasse ad esso la giusta ombra. Feci così persino con i bisogni primari e di conseguenza giorno dopo giorno mi ammalai sempre più. Di me non esisteva niente di più oltre alla mia ombra, lei con i suoi movimenti mi donava la vita. Ma un giorno le cose peggiorarono, la stanchezza mi indebolì così tanto da scaturire in me un esaurimento nervoso e di conseguenza scagliarmi contro l’unica cosa che da sempre amavo. Il dottore mi disse di non restare solo nonostante sapesse che il mio essere non era il frutto di una semplice misantropia. La mia patologia mi stava uccide

Ali di Lacrime

Come pioggia a ciel sereno, Le lacrime tempestavano il mio sorriso. Sulla pelle arida, Una nuova speranza di vita. La rinascita di me stesso, Creò un'anima più vasta. Più sapiente e arreso, Come un profeta condannato. Accinto a governare, Il bene del prossimo. Distrutto e deriso, Dal male illuso. Il ciclo infinito, Del demonio in vita. Riaffiorano lacrime, Di un angelo morto.

I Padroni della Vita

Non è facile raccontarvi di ciò che riguarda della vita di ognuno di noi. Nessuno mi crederebbe, ma finirei comunque per condannare la mia stessa vita alla morte. È difficile tenersi dentro un peso che pian piano ti strappa la vita, e comunque sia, di conseguenza a ciò che dirò, il timer del conto alla rovescia mi trascinerebbe nel suo vortice di panico e rassegnazione. Le due scelte, se pur difficili, mi porterebbero a morte certa. La prima, al suicidio. La seconda invece, ad un qualcosa che nessuno (o almeno credo) può immaginare. "Che la morte sia la giusta causa per aiutare gli altri". Così mio nonno mi disse un giorno. Lui che della sua vita ha lasciato un valore immenso, e con la sua morte quel valore è diventato indelebile, tanto quanto la sua saggezza da maestro di vita. Credo che le parole non vadano del tutto al vento. Entrano in tutti noi, e anche se non vogliamo, restano. Non mi importa degli scettici e dei superstiziosi, mi importa soltanto il fatto che l

Brivido di libertà

“L’unico sfogo del mio essere era legato all’unico sentimento della mia anima, l’odio. L’unico sentimento che ha scaturito il peggiore tra i sette peccati capitali, l’ira.” Quel brivido si fece nuovamente presente, percorreva tutta la testa. Da orecchio a orecchio sentivo un’evidente voglia di sfogo, come se i nervi implodessero dentro al mio cervello. Andava sempre così, non esplodevo mai, scaricavo sempre su me stesso quella dose di odio e rancore che avrei dovuto scaricare agli altri. Preferivo comportarmi così, per rispetto del prossimo; quel rispetto che nei miei confronti era da sempre uno spettacolo di falsità. Ero ormai una bomba ad orologeria ricca di odio, come se nel mio cervello sentissi il rumore del timer scorrere velocemente. Non potevo più rischiare un’altra implosione, avrei potuto scaturire chissà quale altro sfogo oltre a quello che riuscivo sempre a sostenere. Così, un giorno, mentre ero nella mia totale tranquillità, quel brivido tornò con una tale differenz