Il Macabro Successo

Tutte quelle ore trascorse in balia del tempo, divennero il frutto di una lenta morte. In verità, nonostante la mia giovane età, mi sentivo vecchio. La forza di proseguire a testa alta nel mio futuro, era paragonabile alla depressione del presente. Non ero mai capace di mostrare il mio sorriso e spesso molta gente trovava in me l'unico scopo di sfogo della propria superiorità.
Se sorridere per molti voleva dire vivere, per me invece voleva dire morire. Non provavo rispetto per il sorriso, lo ritenevo un falso e semplice scudo di cartapesta che rendeva il mio presente come un carnevale. 
Ho sempre odiato le maschere felici e anche se spesso i miei più cari mi mostravano del bene, lo ritenevo come un semplice modo di mostrare false capacità. Credevo che lo scopo dell'amore fosse quello di rubare ogni parte di me e fuggivo da ogni benevole intenzione di qualsiasi rapporto sentimentale.
"La felicità non è che la parte più falsa e semplice dove si camuffano i sorrisi.
La tristezza invece è il complesso meccanismo delle emozioni che riflettono il teatro tetro della vita."
La realtà, di cui ne facevo parte, era un mondo assai crudele ed insignificante. 
Non potevo ostentare ancora un giorno che la mia tristezza diventasse frutto dell'amor prossimo. 
Il macabro successo della mia vita si  concluse con un finale ancor più rilevante.
La mia morte portò in molti la tristezza che provavo da tanto tempo e capii, soltanto quando ormai ero morto, che potevo uccidere qualcuno; per poi condividere la mia tristezza con quella degli altri, attorno ad una qualsiasi tomba.

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