Il Velo Di Vita Eterna

Quella sera di un freddo tredici marzo, un velo piombò dall'alto tra le grida strazianti che rimbombavano nella sua camera. Nel suo letto, immobile ed incosciente, sospirò il suo ultimo respiro. Mi venne difficile reagire a tale strazio e ne restai incredulo per diverso tempo. Tutti i ricordi mi passarono davanti, come un treno in corsa in balia di sofferenza e rabbia. La mia testa fece capolino tra le altre che contemplavano la sua morte, vidi tra esse che su quel letto non c'era più nessuno. Mi guardai attorno per cercare attenzione di altri occhi e  nessuno parve essere meravigliato. Scrollai la testa ripetutamente in qualsiasi direzione e d'un tratto in un angolo della stanza, vicino al letto, vidi la sua sagoma che mi fissava con pupille dilatate. In un attimo distolsi lo sguardo ed il cuore mi piombò in gola in men che si dica. Mi feci coraggio e guardai di nuovo verso quella direzione, era ancora lì con quello sguardo che gettava inquietudine penetrando l'anima. Era come se fosse terrorizzata e tra tutti guardava solo me, forse perché ero l'unico a vederla, non lo so, aveva gli occhi puntati solo su di me. Sembrava un incubo, uno di quelli che ti fanno svegliare di soprassalto con la fronte madida di sudore. Invece no. Trovò riparo in me, nei mie occhi rivide se stessa, il suo stesso amore. Si avvicinò lentamente portando con se quel velo in cui era avvolta e strinse la mia mano come per dire "io ci sarò sempre". Poi mi guardò con quello sguardo penetrante ed inquietante della morte di cui lei aveva paura. La sua anima si sollevò da terra, come se il velo se ne prendesse il possesso, e così fu.
Il suo corpo tornò a cullarsi in quel letto e la sua anima andò a cullarsi in quel velo di vita eterna.

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